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Carlo Filippo Follis propone una sintesi del suo libro “Riprogettiamo il D-Mondo”

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Pillole di “Riprogettiamo il D-Mondo – Tuteliamo il futuro dei Disabili e di chi potrebbe diventarlo” per comprendere meglio le basi sulle quali bisognerebbe riprogettare una cultura sociale e giungere a soluzioni mai conquistate.

Parte XVI
Lex: una parentesi legislativa su documenti di un passato più o meno recente
Una convenzione e due leggi che dovrebbero tutelarci

Capitolo 44
L’importanza di avere delle leggi dedicate

Il D-Mondo ha la necessità di avere della Leggi dedicate alle molteplici esigenze dei Disabili. Nelle parti e nei capitoli successivi analizzo in maniera critica tre testi che sono – o quantomeno dovrebbero essere – importanti.

Manca però anche un D-Codice che riassuma e correli leggi e normative ai diversi ambiti della vita del Disabile. È spesso difficile – se non impossibile – conoscere tutto quanto potrebbe tutelarci o agevolarci.

Parte XVI – Sezione VIII
Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità
Considerazioni e commenti su un documento transnazionale

Capitolo VIII.1
La Convenzione: un’opportunità persa

Ho più volte sottolineato come veramente poche persone conoscano il significato di termini come disabilità e Disabili. È un’ignoranza in parte giustificata dal fatto che se la disabilità non la si vive è veramente difficile comprendere come poliedricamente coinvolge differentemente i Disabili.
È proprio quando manca la conoscenza che si sposano teorie e si sottoscrivono documenti come la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità che è di fatto un documento da riscrivere assolutamente.
I molteplici perché li esamino in almeno tre capitoli del libro. Il vero dramma è che oggi si intenda la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità come il vangelo della nostra Categoria: i Disabili.

Se un documento scritto male e interpretato peggio, come la summenzionata Convenzione, viene, per mancanza di sapere e potere critico, ritenuto il vangelo per i Disabili non si potrà che riproporre l’ignoranza, l’incompetenza e le lacune che il documento stesso celebra.

Capitolo VIII.2
La Convenzione integrata da commenti e riflessioni

In questo capitolo commento diversi articoli e parti della Convenzione. È un capitolo da leggere attentamente, vi anticipo solo una delle prime assurdità, questa in particolare è presente nel Preambolo. Ecco quanto le menti illuminate del pianeta sono riuscite a concepire:

(e) Riconoscendo che la disabilità è un concetto in evoluzione e che la disabilità è il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri,

— COMMENTO
Forse non ci siamo proprio…!
Come si fa a dichiarare che «[…] la disabilità è un concetto in evoluzione […]»? Da quando in qua un concetto rende inabili? La mia disabilità che mi impedisce di essere autonomo, e quindi anche di pulirmi il sedere dopo aver defecato, è solo un concetto, una condizione mentale? Se andassi quindi in analisi potrei tornare abile, autonomo?
Si scopre poi anche che «[…] la disabilità è il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali […]». Quindi, se ho compreso bene, se io interagissi con un soggetto normodotato non sarei Disabile?
C’è solo da augurarsi che la traduzione del testo, originariamente in inglese, sia stata sbagliata di brutto!

Le assurdità sono veramente molteplici.

Parte XVI – Sezione IX
Legge 104/92
Riflessioni sulla Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate

Capitolo IX.1
Lo spirito di una legge che nacque per tutelare e agevolare i Disabili

Questa è forse la Legge italiana per antonomasia dedicata al D-Mondo. È sicuramente una legge da attualizzare. Bisogna però riconoscerle dei meriti. Uno di questi va alla capacità del legislatore italiano – spesso anche da me ampiamente criticato – che, a differenza dei cervelloni ONU, diede della disabilità questa definizione:

È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

— COMMENTO
Italia batte ONU 1-0!
Molti anni prima che l’ONU proponesse La convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità la Repubblica Italiana definiva più realisticamente la disabilità che, come potete leggere, non è un concetto bensì una reale condizione inabilitante che può avere origine da molteplici cause.
Chi oggi interpreta la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità come il vangelo dei Disabili non conosce la disabilita o di questa poco gli importa unitamente alle attenzioni (diritti) che andrebbero rivolte al D‑Mondo.
La definizione persona handicappata è l’unica grande pecca che ritroverete più volte in questo testo di legge. Purtroppo quella definizione di Disabile giunge per lo più dall’ambito medico che era solito misurare in termini di handicap – svantaggio – il grado di inabilità, di disabilità; fu una pigrizia culturale che oggi sembra quasi svanita.

Capitolo IX.2
La 104/92 integrata da commenti e riflessioni

È semplicemente un capitolo da leggere.

Parte XVI – Sezione X
Legge 112/2016 – Detta «Dopo di noi»
Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare

Capitolo X.1
Un’occasione mancata

Questo e il prossimo capitolo sono da leggere, vi anticipo solo l’apertura del capitolo:

Può un Parlamento scrivere e varare una legge definita storica che però è, ancor prima di essere votata e approvata, soggetta a critiche dagli aventi diritto – i Disabili – nonché dalle loro famiglie e da quel mondo associativo che sembra occuparsi dei diritti dei Disabili?

Questa Legge è un lampante esempio di come la politica, spesso, cerca di acquistare i consensi di nicchie di elettori; purtroppo l’ignoranza è tale da non far comprendere che gli elettori si conquistano se sono contenti dell’operato parlamentare.

Capitolo X.2
La 112/2016 integrata da commenti e riflessioni

Il primo grande errore di questa Legge storica è il suo nome in codice, ossia «Dopo di Noi». Il Disabile non è neppure il soggetto protagonista di tale denominazione.

Tutto ciò è semplicemente paradossale!

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About Author

Carlo Filippo Follis

Sono nato il 25 febbraio del 1963 ed a 23 anni ho coronato il mio primo sogno d'impresa: un'attività commerciale che durò per circa vent'anni. Dopo un periodo sabbatico fondai nel 2009 Ideas & Business S.r.l. che iniziò la sua opera come incubator di progetti. Nel 2013 pensai di concretizzare un sogno editoriale: realizzare un network di testate online. DisabiliDOC.it è la seconda testata attiva dal 16 febbraio 2015. Altre già pensate e realizzate prenderanno vita pubblica nei prossimi mesi. Per ora scrivo per passione come per passione ho sempre lavorato per giungere alla meta.

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