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#DSetup / Parte 9ª / «No dito? Ahi ahi ahi!», nessun problema, genio più penna capacitiva

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Ogni tanto è bene affrontare i problemi ridendoci addosso, ecco perché ho fatto il verso alla famosa pubblicità che fu di Alpitour con l’unica differenza che il “turista fa da te” in questo articolo è il disabile che non può usare le sue dita come “naturali stile” e quindi adatterà una penna capacitiva alle sue esigenze.

Il 29 giugno del 2007 venne presentato al mondo da Steve Jobs il primo modello di iPhone che sovvertì quasi tutte le regole in atto sino a quel giorno, ma la più importante rivoluzione forse partì dal display che sarebbe passato da resistivo a capacitivo.

Ricordo ancora il mio Treo 600, o 650 che fosse, con quel display che potevo toccare con il suo pennino ma anche con un altro strumento che mi consentiva di premere su uno schermo abbastanza sensibile, flessibile, da poter tramettere l’input voluto.

iPhone invece ebbe da subito uno schermo rigido che essendo resistivo aveva bisogno del tocco di un dito con la sua naturale elettricità, senza questo tocco umano sarebbe stato impossibile agire.

Da un articolo de Il Mattino.it che vi invito a leggere ho estrapolato una frase rimasta nella storia che Steve Jobs pronunciò in relazione agli arcaici pennini – stilo – all’epoca in uso: «… Per prima cosa, sono degli idioti. Nessuno vuole usare uno stilo. Si perde, non è intuitivo. Siamo nati con 10 stilo!» – le dita delle mani, esclamò Jobs – manifestando così il suo pensiero che avrebbe rivoluzionato il mondo dei telefoni creando prima l’iPhone – primo vero smartphone – e poi il tablet, smartwatch e…

Come dare torto a Steve Jobs quando afferma «Siamo nati con 10 stilo!»?

Ci sono però dei Disabili che non possono usare le 10 stilo con le quali sono nati, ma hanno comunque l’esigenza di adoperare uno smartphone o tablet. In questo articolo verrà esaminata proprio questa necessità e vi verranno svelati degli utilizzi e anche adattamenti che vi potranno forse essere utili.

Prima però vi lascio a una breve galleria di immagini relative alla penna capacitiva di Dimples Excel.

Disabili DOC – La penna originale risultava lunga e quindi anche più pesante, è stato rimosso il fermaglio e la lunghezza ridotta a circa 14,5 centimetri

La penna originale risultava lunga e quindi anche più pesante, è stato rimosso il fermaglio e la lunghezza ridotta a circa 14,5 centimetri.

Perché proprio la penna di Dimples Excel

A differenza di molte altre penne ha determinate peculiarità da non sottovalutare: è lunga, è abbastanza economica, ma, soprattutto, ha le punte intercambiabili.

Usata così com’è

Tutti quei Disabili che useranno la penna tenendola in mano avranno ovviamente un prodotto immediatamente utilizzabile per come è stato concepito.

In base a come la si impugnerà, il fermaglio potrebbe risultare scomodo, rimuoverlo sarà semplice e non si danneggerà la penna ma si eviteranno eventuali spiacevoli pizzichi alla pelle della mano se la penna viene impugnata poderosamente e non gestita con due sole dita.

Modificata per un uso “orale”

Molti Disabili, come me, non riescono a maneggiare questa penna capacitiva, devono quindi gestirla prendendola in bocca e afferrandola con i denti. In questo caso – poi dipende sempre da chi la usa – la lunghezza di circa 19 centimetri potrebbe risultare eccessiva per diversi motivi.

Nell’immagine a destra potete vedete a confronto due penne: una come viene prodotta e l’altra modificata.

Se la distanza con il piano di supporto dello smartphone o tablet non è eccessiva, accorciare la penna a 14,5 centimetri la renderà più precisa nella sua gestione, ma anche decisamente più leggera. Essendo di metallo – alluminio, ottone e… – non è un prodotto leggero come un pennarello TrattoPen e non essendo nemmeno in grado di deformarsi leggermente dopo qualche giorno di morsi risulterà sempre più pesante e scivolosa di quel TrattoPen che invece io utilizzo per digitare sulla tastiera del Mac.

Il fermaglio in questo caso va rimosso! Credetemi, piò costarvi molto caro tenerlo perché, con molta probabilità, aggredirà lo smalto dei denti che vi finiranno a contatto; parlo per esperienza avendo rovinato due denti che mi sono poi costati 750 euro….

Il “tappo superiore” – anche in questo caso parlo per esperienza – dopo un po’ di tempo potreste ritrovarvelo in bocca perché la pressione, anche ben gestita, dei denti sul tubo dilateranno quest’ultimo sino a espellere il terminale superiore.
In questo caso devo ringraziare l’Amico Silvano che non solo mi accorciò la penna alla lunghezza voluta, ma filettò tubo e terminale cosicché, essendo avvitati, non si separassero più. Grazie Silvano!

Se qualcuno di voi pensasse di utilizzare la penna senza tappo superiore se lo scordi immediatamente!
Il tubo si riempirebbe della vostra saliva che vi ritornerebbe in bocca non appena alzerete un po’ la testa e, magari, è saliva già putrida che sa di topo morto; credetemi sulla parola…

Vi consiglio, nel caso, di accorciare la penna color Argento; tutte si rovinerebbero con il tempo ma quella in questione a un supporto metallico che maschererà maggiormente i segni del vostro mordente.

Quando la punta sarà usurata dovrete solo sostituita con un’altra, sarà sufficiente svitare la vecchia e avvitare la nuova. L’intercambiabilità delle punte è una gran cosa, non dovrete accorciare una seconda penna capacitiva, ma potrete usare la stessa sino a quando i segni dell’usura non diventeranno eccessivamente marcati.

In definitiva avrete una penna capacitiva più corta e leggera, ma ve ne rimarranno comunque sempre tre lunghe da usare in appropriate circostanze.

Il cappuccio “salva denti”

Non esiste, ma servirebbe!

Potrebbe essere realizzato tramite stampa 3D. Dovrebbe avere una lunghezza non eccessiva, ma utile solo a proteggere i denti mentre le labbra rimarranno a contatto con il tubo di metallo. Questo dettaglio è necessario per mantenere la trasmissibilità elettrica alla penna capacitiva che la trasmetterà al display touch del dispositivo in uso.

Magari una società di buona volontà specializzata in stampa 3D lo realizzerà…

In conclusione

Esistono penne capacitive in materiale plastico molto più leggere e forse anche di una lunghezza accettabile. Peccato però che spesso abbiano un costo decisamente più elevato per un singolo pezzo e che, in quanto di plastica, non solo debbano essere ricaricate ma risulterebbero anche facilmente triturabili dai denti.

A oggi questo è il compromesso migliore mai provato. Se avete fatto esperienze più evolute non esitate a segnalarle così, se vorrete, le condivideremo in attesa della “soluzione perfetta”!


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Penna capacitiva Dimples Excel

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About Author

Carlo Filippo Follis

Sono nato il 25 febbraio del 1963 ed a 23 anni ho coronato il mio primo sogno d'impresa: un'attività commerciale che durò per circa vent'anni. Dopo un periodo sabbatico fondai nel 2009 Ideas & Business S.r.l. che iniziò la sua opera come incubator di progetti. Nel 2013 pensai di concretizzare un sogno editoriale: realizzare un network di testate online. DisabiliDOC.it è la seconda testata attiva dal 16 febbraio 2015. Altre già pensate e realizzate prenderanno vita pubblica nei prossimi mesi. Per ora scrivo per passione come per passione ho sempre lavorato per giungere alla meta.

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