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#Coronavirus: «Caro Presidente Conte, i conti non tornano e, forse, non torneranno se…»

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I Disabili italiani nel 2021 potrebbero pagare lo scotto di un’emergenza gestita male. Se la fase 2, dell’epoca Coronavirus, non rimetterà in piedi l’Italia senza fare “troppi morti”, anche lo Stato Sociale, se non cadrà, si inginocchierà fortemente e i Disabili verseranno lacrime più di prima.

Caro Presidente Conte, il 20 marzo scorso sottotitolavo così l’articolo «#Coronavirus: per ENIL Italia Onlus il D.L. “Cura Italia” non tutela i Disabili»:

Bisogna fare di più, lo dice ENIL Italia Onlus. Noi rilanciamo: i Disabili, o Persone con disabilità che dir si voglia, oggi si debbono sentire Cittadini. I problemi legati al D-Mondo li può solo risolvere un Paese che gode di buona salute economica, quindi la sola soluzione risolutiva per tutti è un’azione adeguatamente duratura di “Helicopter Money”.

Carlo Filippo Follis

Purtroppo l’azione di “Helicopter Money” non c’è stata è l’unica vera locomotiva italiana – le attività imprenditoriali tutte – sono agonizzanti per Coronavirus/DPCM e affini.

Caro Presidente Conte, come può dichiarare:

Dobbiamo anche riservare una quota di risorse per incrementare il Fondo nazionale per l’autosufficienza, per potenziare l’assistenza, i servizi e i progetti di vita indipendente; dobbiamo incrementare il Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, per potenziare i percorsi di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine ovvero per la deistituzionalizzazione; dobbiamo istituire un Fondo di sostegno per le strutture semi-residenziali per persone con disabilità.

Presidente Conte su Disabili.com

La citazione è tratta da un passaggio dell’articolo «Conte alla Camera: riservare più risorse per i Fondi dedicati alle persone con disabilità» di Disabili.com che, sempre nell’articolo propone il video della Informativa alla Camera del Presidente Conte.

Caro Presidente Conte, come posso in qualità di Disabile – oltre che di Cittadino italiano – crederLe ancora visto che, fra le altre cose, proprio Lei ha cancellato il “Ministero della Disabilità” peraltro nato proprio dal Suo primo Governo?
Caro Presidente Conte, ma Lei di disabilità cosa ne sa? Ci stupisca, ne saremmo felici!

Caro Presidente Conte, rimanendo in ambito Disabili.com – testata attiva dal 1999 – il 10 settenne 2019 io leggevo questo titolo: «Conte: non è sparito il Ministero delle disabilità, la delega a un sottosegretario resta a Palazzo Chigi».
Caro Presidente Conte, ritorno al concetto di competenze per chiederle se le ha Lei o se si avvale di quegli stessi consulenti para governativi che in tre decenni non hanno fatto nulla per la Categoria dei Disabili se non gestire quella ordinaria amministrazione che ci ha portati al 2020 con una Pensione di Invalidità di ben € 285,66?

Caro Presidente Conte, come fa a illudere in merito ai progetti di Vita Indipendente quando questi non sono – almeno nella mia zona – aggiornati da circa dieci anni se non di più? Se non lo si è fatto in epoca di vacche grasse, come si può pensare che lo si faccia in un periodo di morte e distruzione?
Caro Presidente Conte, è già grave prendere in giro un qualunque Cittadino, ma illudere chi non si pulisce il sedere da solo è ancora più vergognoso e inaccettabile!

Caro Presidente Conte, non sarebbe meglio, in questo periodo, garantire anche solo che nel 2021 avremmo – ripeto anche solo – quel poco che abbiamo oggi?
Caro Presidente Conte, perché illudere un’intera Categoria? Vuole forse così farci dimenticare quanto in questa emergenza siamo stati trasparenti?

Caro Presidente Conte, si sta chiedendo cosa avremmo voluto? Sinceramente mi riesce difficile capire cosa avrebbero potuto volere i Grandi Attori che si occupano di Disabili, ma so quello che avrei voluto io non solo per me, ma per tutto il D-Mondo come soluzioni di emergenza Covid-19:

  1. Sospensione dell’Art. 14 (riposo settimanale) dell’INPS punti 1), 2), 3) e 4)
    Il problema – Spesso risulta impossibile garantire il riposo settimanale per tutti i motivi previsti dall’INPS causa Coronavirus e restrizioni come da decisioni governative.
    Questo problema viene esaltato qualora l’Assistente Personale lavori in un comune e sia solita “riposarsi” in un altro.
    Quanto sopra detto non disconosce la maggiorazione del 60% per i casi in cui è prevista; in altre parole: al dipendente non viene richiesta alcuna rinuncia economica.

    La soluzione – In busta paga saranno dettagliati i giorni e le ore con la dicitura «Extra lavoro Covid-19».
    La somma delle righe così giustificate porterà a un totale che l’INPS bonificherà entro la fine del mese successivo a quello lavorato direttamente al lavoratore come saldo della mensilità in questione ed anticipata dal datore di lavoro nei soliti tempi e per il totale che ne sarebbe derivato in assenza di costrizioni da Covid-19.
  2. Contributo governativo per le ore lavorate in più a causa delle disposizioni attuate per emergenza coronavirus
    Il problema – Il datore di lavoro – Disabile o Anziano – potrebbe non avere le risorse per retribuire ore e giorni di convivenza forzata.
    La soluzione – È quindi necessario un contributo governativo erogato e gestito come descritto nel punto precedente.
  3. Restaurazione dei Voucher INPS – rivisti e corretti – e la creazione di una “Busta paga elettronica”
    Il problema – L’emergenza da Covid-19 potrebbe obbligare a una prestazione d’opera imprevista e d’urgenza.
    È pertanto necessario disporre di uno strumento di pagamento che sia semplice, immediato e che tuteli lavoratore e datore di lavoro.

    La soluzione – È necessario il ripristino immediato dei Voucher INPS cancellati dal Governo Gentiloni (PD) per volere della Signora Susanna Camusso (CGIL).
    Per comprendere meglio l’argomento, leggete i due seguenti articoli:
    Disabili DOC / Restituiteci i “vecchi” Voucher INPS
    Riprogettiamo il “Libretto Famiglia 2019 Voucher INPS” per Disabili, Anziani & Co.
  4. Creazione di un Data Base per immediata intercettazione Assistente Personale (Badante) sostitutiva
    Il problema – È un’esigenza che ho sottolineato nel mio libro “Riprogettiamo il D-Mondo” e che oggi risulterebbe fondamentale per agire in emergenza.
    La soluzione – La creazione di un Data Base completato da un portale in grado di gestire la domanda e l’offerta. Quello che nel mio libro ho battezzato come C.I.G.E.D. ossia Centro Interdisciplinare per la Gestione delle Esigenze dei Disabili.
    NOTA: il progetto sarebbe costoso, si può quindi rimandare a quando l’emergenza Covid-19 sarà passata.
  5. Contributo integrativo Pensione di Invalidità
    Il problema – La ridotta possibilità di spostamento ha spesso obbligato ad acquisti fatti presso realtà che non possono praticare i prezzi della grande distribuzione generando così dei maggiori costi.
    La soluzione – Accredito di € 600, partendo con il computo da marzo, a tutti i titolari di Pensione di Invalidità.

Dall’elenco non ho citato quanto mi fu detto essere oggetto di emendamento presentato dalla FISH nei confronti del rinomato “Cura Italia”; mi limito quindi a quanto non mi risulta essere stato oggetto di emendamento. I primi punti li presentai il 25 marzo u.s. nell’ambito dell’articolo «#Coronavirus: tutti i Disabili “piangeranno” per le Leggi mai scritte!».

Caro Presidente Conte, non so cosa Lei intenda per Codice della disabilità. So però che:

  • l’Italia affoga già in ordinamenti complessi che spesso, proprio in quanto tali, sono inapplicati o oggetto di furberie;
  • la disabilità è talmente variegata da non poter essere normata correttamente in base a tutte le esigenze dei vari aventi diritto;
  • Vi sono invece due soluzioni applicabili e complementari:
    – 1ª soluzione – Riconoscere il concetto di singolarità giuridica per i Disabili, quelli veri.
    – 2ª soluzione – Formare Giudici in grado di valutare e gestire un eventuale problema, interpello o altra situazione che si dovesse presentare, tale Giudice tuttofare, se richiesto dal Disabile, dovrà raggiungerlo e gestire con la mobilità che serve il proprio lavoro; a tutela delle parti per i pieni poteri di questa nuova figura vi sarà la corresponsabilità in solido a fronte di un giudizio sbagliato o di parte.

Caro Presidente Conte, da solo o con i suoi consulenti, non è nemmeno stato in grado – per quanto fosse utile a tutti e non solo ai Disabili – di pensare di estendere il concetto di congiunto agli amici, almeno a quelli dei Disabili visto che spesso sopravviviamo grazie ai nostri Amici che scrivo con l’iniziale in maiuscolo per sottolineare la loro importanza in assenza – quasi sempre – di congiunti; e aggiungo, all’amico si aggiunge anche un altro tipo di amicizia che è quella che colma l’assenza dello Stato che in tantissimi ambiti è latitante: il volontario che fa volontariato vero e gratuito.

Caro Presidente Conte, ha capito ora perché nell’immagine di copertina c’è la dicitura «Affetti affettati & Co.»?

Come dice? Sì! Ha indovinato, la risposta esatta è infatti: «Perché ve li abbiamo fatti a fette…»

Caro Presidente Conte, però non si abbatta; non è tutta colpa sua! Le colpe vere sono di chi non gestisce veramente e con competenza il mondo della disabilità; la colpa è di Onlus e Federazioni che in 30 anni non hanno saputo ottenere per Noi quello che le Associazioni di chi è Omosessuale hanno invece ottenuto per il mondo LGBT.

Caro Presidente Conte, guardiamo anche un po’ il lato positivo… ma chi fra i Disabili non è anche un po’ Gay? Con tutte le volte che ce lo siamo fatti mettere nel…

Caro Presidente Conte, per concludere: riusciamo a non scrivere il libro dell’Apocalisse?
Magari licenziando il 99,9% dei consulenti assunti e facendo lavorare i parlamentari che – oltre ad essere in Italia – sono anche già ben pagati?

Grazie Signor Presidente Conte!

Image Credits: Shop.Silvanoromaniparma.it

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About Author

Carlo Filippo Follis

Sono nato il 25 febbraio del 1963 ed a 23 anni ho coronato il mio primo sogno d'impresa: un'attività commerciale che durò per circa vent'anni. Dopo un periodo sabbatico fondai nel 2009 Ideas & Business S.r.l. che iniziò la sua opera come incubator di progetti. Nel 2013 pensai di concretizzare un sogno editoriale: realizzare un network di testate online. DisabiliDOC.it è la seconda testata attiva dal 16 febbraio 2015. Altre già pensate e realizzate prenderanno vita pubblica nei prossimi mesi. Per ora scrivo per passione come per passione ho sempre lavorato per giungere alla meta.

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