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Disabili DOC / Restituiteci i “vecchi” Voucher INPS

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Da una pretesa della Signora Camusso alla debolezza del Premier Gentiloni per giungere all’attuale Governo che – anche a causa di un mondo associativo latitante e mefistofelico – si è dimenticato delle esigenze di un’intera categoria: i Disabili.

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Nel libro “Riprogettiamo il D-Mondo” la Parte XIV – Sezione VI «Esempi di “ignoranza applicata” – Pochi esempi per comprendere come si potrebbe semplificare la vita ai Disabili partendo da ciò che è immediatamente fattibile o correggibile» propone nove capitoli che celebrano la deficienza intesa nel più stretto senso etimologico.
Un libro ha però dei limiti di paginazione, ecco perché con questo articolo inauguro una via crucis che a ogni fermata analizzerà quella “ignoranza applicata” che si deve redimere a beneficio dell’intero D-Mondo.

L’argomento di oggi sono i vecchi Voucher INPS.

Breve storia di come la follia ebbe origine

Approfittando di un momento certamente non semplice del Governo Gentiloni (PD), la Signora Susanna Camusso (CGIL) ottenne l’abolizione dei Voucher INPS e nel contempo anche la loro trasformazione. Uno strumento semplice diventava complesso per – o così si credeva – combattere gli abusi da parte di imprese birichine.

L’Italia è il paese dei “furbetti” quindi ogni azione possa eliminare questa piaga è vista di buon occhio!

Il concetto appena espresso, e le relative azioni, non devono però crocifiggere chi non ne può nulla: i Disabili.

Come vennero reinterpretati i Voucher INPS

I Voucher che prima potevano essere acquistati in Posta, nelle tabaccherie e… vengono reinterpretati in una forma più complessa che richiede l’intervento di persone esperte e che coinvolge preventivamente, rispetto al periodo lavorato, il datore di lavoro come anche il dipendente.

Per capire come sono stati pensati gli attuali Voucher vi propongo un estratto dell’articolo “Voucher lavoro accessorio 2019: cos’è come funziona comunicazione INPS” di GuidaFisco.it:

Qualche chiarimento

Voucher lavoro accessorio occasionale 2019 cos’è come funziona Comunicazione Inps per attivare i nuovi PrestO ed il pagamento novità decreto Dignità

Voucher lavoro occasionale: ultime novità

La Manovra Correttiva dl 50/2017 ha introdotto dei nuovi voucher lavoro occasionale, aboliti a velocità record dallo stesso governo Gentiloni al fine di scongiurare il referendum abolizione voucher proposto dalla Cgil che sarebbe potuto trasformarsi in un’altra disfatta per la sinistra.
Reintrodotti quindi i voucher Inps ma sotto una nuova veste e con nuove regole bene precise al fine di limitare il loro abuso da parte delle aziende.

Con la Manovra Correttiva sono stati pertanto, istituiti due forme di voucher Inps:

  • uno destinato alle famiglie e che prende il nome di libretto famiglia 2019 voucher Inps, ossia, una specie di carta elettronica attraverso la quale si acquistano ed accreditano i voucher elettronici;
  • e l’altro destinato alle imprese, chiamato PrestO voucher lavoro occasionale, dall’acronimo prestazione occasionale e che serve appunto a pagare il lavoro occasionale svolto dal prestatore, previa comunicazione preventiva all’inps. Solo dopo la comunicazione Inps, infatti, il voucher PrestO è attivabile e quindi spendibile. Per maggiori dettagli leggi la nostra guida su come funziona PrestO voucher lavoro occasionale 2019.

In altre parole, la nuova normativa lavoro occasionale, prevede che per accedere alle prestazioni occasionali, gli utilizzatori e i prestatori, debbano prima registrarsi al sito dell’INPS e poi, attraverso la relativa ed apposita piattaforma informatica, adempiere a tutti gli obblighi previsti dalla legge, sia per erogare che ricevere i compensi e per accreditare i contributi previdenziali dei prestatori.

Voucher ultimissime novità: il Governo Conte con il decreto Dignità voucher ha di fatto esteso i nuovi voucher INPS anche a settori come l’agricoltura, turismo, enti locali e quindi ai precari della scuola.
I nuovi voucher saranno utilizzabili solo da disoccupati, studenti e pensionati, saranno tracciabili, digitali e cartacei.

GuidaFisco.it – Alessandra Losito

Perché la follia è trionfante?

È doveroso sottolineare che l’attivazione di un libretto famiglia sottintende che:

  1. Il datore di lavoro – quindi il Disabile – e il dipendente saranno tenuti a registrarsi sulla specifica piattaforma INPS.
  2. Il datore di lavoro – quindi il Disabile – sarà tenuto a far confluire su un apposito conto INPS del denaro anticipato per la copertura salariale e contributiva del dipendente.
  3. Quanto al punto 2) è una sorta di castelletto, concetto estraneo forse a tutti coloro che non svolgono un lavoro autonomo e che peraltro richieda l’uso di questo strumento.
  4. Registrazioni di inizio e termine attività entro precisi termini.
  5. E…

Ora poniamoci invece delle domande:

  1. In riferimento al punto 1) – Vogliamo renderci conto che al Disabile bisogna semplificare la vita e non complicargliela con procedure da “impresa”? Vogliamo renderci conto che per il Disabile adempiere a certe procedure è tecnicamente gravoso? Vogliamo renderci conto che la registrazione obbligata del dipendente può spaventare un’eventuale persona che, magari non conoscendo bene la lingua italiana, non capisce il perché di tutto ciò per – forse – solo una o due settimane di lavoro?
  2. In riferimento al punto 2) – Come si può immaginare che l’economia di un Disabile – nella maggior parte dei casi – possa sopportare l’anticipazione di denaro immobilizzato per la creazione di un “castelletto” su conto INPS? Ci rendiamo conto che i Disabili che beneficiano di un progetto di Vita Indipendente – in assenza di altre risorse – debbono attendere l’accredito del contributo Vita Indipendente prima di poter agire? Il privato cittadino – Disabile o Anziano, ma entrambi con i propri limiti – può essere paragonato a un’impresa?
  3. In riferimento al punto 3) – Considerate quanto detto al punto precedente e chiedetevi: «Come si può essere tanto ignoranti?»
  4. In riferimento al punto 4) – Come può un Disabile che dipende da una figura che magari opera per lui per la prima volta ottemperare a registrazioni fatte rigorosamente entro e non oltre la da data di assunzione/cessazione di rapporto? Ci rendiamo conto che questi adempimenti ricadrebbero nei momenti più delicati in cui il Disabile vive – o subisce – un passaggio di mano che non è mai semplice da gestire? Siete al corrente che alcuni studi commercialisti si rifiutano di gestire per i propri clienti il cosiddetto libretto famiglia per la sua assurda complessità procedurale?
  5. In riferimento al punto 5) – Le domande potrebbero ancora essere molte, ma fatevene solo più una: «Di chi è la colpa di tutto ciò?»

Sulla deficienza “tecnica” della Signora Camusso e del Premier Gentiloni non ci sono dubbi, ma è proprio loro tutta la colpa?

La risposta è sicuramente «No», ma allora di chi è la colpa?

Prima di giungere all’impietosa risposta è doveroso affermare che personaggi come la Signora Camusso e il Premier Gentiloni (come ogni altro soggetto sindacale, politico etc.) prima di agire dovrebbero farsi coadiuvare da chi la materia la conosce e non solo da chi dice o pensa di conoscerla. Questa premessa non ha niente di politico bensì è solo ispirata da un buon senso che dovrebbe essere trasversale rispetto a tutte le forze politiche espresse attraverso le molteplici forme operanti.

Vediamo ora chi potremmo ritenere responsabili:

  1. Le Associazioni, Fondazioni e Federazioni di categoria – È inaccettabile che il mondo associativo ignori le esigenze dei propri Disabili. Non è accettabile che centinaia di migliaia di Disabili non abbiano visto difesi i propri diritti solo per poter agire correttamente e in maniera consona a una vita già di per sé complicata.
  2. La Guardia di Finanza – È la realtà che dovrebbe, con altre, ispirare la battaglia al lavoro sommerso, in nero, e che quindi avrebbe dovuto evidenziare come per i rapporti più brevi, gioco forza, si sarebbe scelta una retribuzione “in nero”.
  3. Quelle associazioni & Co. che si occupano di Vita Indipendente – Come si può immaginare che FISH, Enil Italia e… non siano scese in piazza per evitare la cancellazione di uno strumento utile a giustificare la corretta spesa dei contributi alla Vita Indipendente? Come possono queste realtà pensare che un Disabile, titolare di progetto di Vita Indipendente, possa corrispondere – e quindi poi certificare/dimostrare – la corretta spesa della retribuzione e della copertura contributiva se vengono meno gli unici strumenti utili? Chi si occupa di Vita Indipendente sa che la giusta corresponsione dei contributi previdenziali vale anche come assicurazione per le parti?
  4. Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità – C’è da chiedersi cosa osservi se sfuggono all’osservazione dei problemi così macroscopici che danneggiano anche la fiscalità generale e quindi quelle risorse che – se gestite meglio – potrebbero migliorare anche le condizioni di chi dipende dallo stato sociale.
  5. In ultimo – ma forse andrebbero messe al primo posto – tutte quelle realtà giornalistiche online che, occupandosi di Disabili, non conducono battaglie o fanno dell’opinionismo per creare cultura sociale nell’interesse di tutti.

L’ultimo colpevole

È l’attuale Governo (Lega + M5S) che, paradossalmente, pur avendo per la prima volta un Ministro alla Disabilità, in aggiunta alla Famiglia, non ha saputo intercettare le esigenze di una categoria che ha bisogno di specifici adeguamenti per fruire intelligentemente e con facilità di tutti gli strumenti riservati ai cittadini.

Se il Ministro Lorenzo Fontana (Lega) vorrà impegnarsi in merito alla disabilità dovrà avvalersi di consulenti che non solo vivono sulla loro pelle l’essere Disabili, ma che abbiano anche una visione d’insieme del D-Mondo. In assenza di quest’ultima specifica si continuerà a navigare a vista nella speranza di finire su qualche scoglio per non affondare. In altre parole non cambierà nulla rispetto al passato.

L’arcobaleno mefistofelico

La romantica forma dell’arcobaleno assomiglia a quella delle due Camere parlamentari. Percorrendo la mappa parlamentare da sinistra a destra per poi tornare indietro è bene che vi accorgiate che mancano i difensori dei Disabili; quando invece si manifestano vengono, quasi sempre, schiacciati da altri colleghi politici che debbono affrontare altre emergenze urlate da chi può creare più “danni” rispetto a noi Disabili.
Per questo motivo il D-Mondo dovrebbe iniziare ad aggregarsi per poi mettersi in vendita ed essere acquistato da politici di buona volontà in grado di dar vita a una D-Legislatura destinata a recuperare il tempo perso.

È possibile agire in 4 o 5 mesi al massimo?

Disabili DOC – “Riprogettiamo il D-Mondo”, Libro ed eBookIl 23 luglio del 2015 firmavo l’editoriale “Estate 2015: Cani battono Disabili 10 a 1”.
Tra 4 o 5 mesi molti Disabili e Anziani si ritroveranno nuovamente difronte all’annoso problema di dover mandare la propria Assistente Personale in ferie.

Di questo problema non se ne parla mai, forse perché i Disabili non vengono abbandonati lungo le autostrade durante l’estate, ma semplicemente abbandonati a se stessi nelle proprie case.

Siccome un Decreto Legge non costa nulla e nello specifico non costerebbe neppure un centesimo l’oggetto stesso del d.l., riusciamo entro il 30 giugno 2019 a ripristinare i vecchi Voucher INPS per le categorie di “Badante persona non autosufficiente” (CS), “Colf” (B) e “Badante persona autosufficiente” (BS) e…?

Siccome l’onere contributivo non è legato al costo orario della retribuzione bensì al numero di ora lavorate, sarebbe sufficiente accorpare nel valore di 1,34 €/Ora i contributi a carico del datore di lavoro e del dipendente.

Qualora si dovessero ripristinare i Voucher così pensati, sarebbe anche necessario prevedere l’acquisto del monte ore contributivo mediante bonifico bancario su un conto corrente INPS. La causale del bonifico correlata all’importo dichiarerebbe il totale delle ore coperte dal versamento contributivo.
In alternativa l’INPS potrebbe approntare una pagina web in grado di generare il PDF di un modello MAV in base al numero di ore lavorate e a eventuali altri dati utili a correlare il bollettino al rapporto di lavoro in essere.

Non resta che sperare nel buon senso!

Image Credits: Termometropolitico.it

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About Author

Carlo Filippo Follis

Sono nato il 25 febbraio del 1963 ed a 23 anni ho coronato il mio primo sogno d'impresa: un'attività commerciale che durò per circa vent'anni. Dopo un periodo sabbatico fondai nel 2009 Ideas & Business S.r.l. che iniziò la sua opera come incubator di progetti. Nel 2013 pensai di concretizzare un sogno editoriale: realizzare un network di testate online. DisabiliDOC.it è la seconda testata attiva dal 16 febbraio 2015. Altre già pensate e realizzate prenderanno vita pubblica nei prossimi mesi. Per ora scrivo per passione come per passione ho sempre lavorato per giungere alla meta.

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