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I Disabili hanno competenze nate sul terreno delle necessità. Renderci protagonisti della nostra vita significa chiedere con competenza soluzioni specifiche.

Chi ci segue da sempre avrà certamente la sensazione che si ripetano in maniera ridonante determinati temi e concetti. La sensazione è corretta. È infatti impossibile giungere alle menti di chi ci legge affermando solo una volta un determinato concetto. Il Mahatma Gandhi non ottenne l’indipendenza dell’India chiedendolo cortesemente e solo una volta, dovette conquistare i cuori di un popolo, le menti dello stesso e creare le condizioni che portassero a questo grande cambiamento.

In Italia negli ultimi 30/40 anni non si è fatto per il D-Mondo tanto quanto invece la società si è impegnata su altri temi o gravi problemi che afflissero il nostro Paese in differenti momenti. I Disabili sono una potenziale forza di 3 milioni di italiani che potrebbero ottenere, per se stessi e per chi potrebbe diventare Disabile come loro, quanto ancora non si è fatto. Purtroppo il D-Mondo italiano è frammentato, è rappresentato da una quantità inenarrabile di Associazioni che coltivano il loro piccolo o grande orticello senza però unire le energie sui temi comuni, su quei temi che vanno oltre la patologia specifica e che quindi interessano tutti.
Per questo motivo manca, ed è mancato, al D-Mondo, la forza rappresentativa di una voce che possa in un quinquennio ottenere veramente ciò che mai si è fatto nemmeno a livello culturale. Continuare a parlare sempre di barriere architettoniche costringerà l’attenzione pubblica a un solo tema che per quanto importante ha assunto una tale rilevanza da far credere che sia l’unico problema del D-Mondo.

Non si possono abbattere le barriere se non si realizza prima una vera ed efficace D-Cultura. Come abbiamo ribadito nella copertina di oggi è necessario vivere il proprio protagonismo affinché il mondo riconosca le nostre reali esigenze.
È abbastanza incredibile che il Parlamento italiano legiferi in tema di Disabili con modalità che non piacciono ad Associazioni, a Federazioni, a Fondazioni, ai Disabili e alle loro famiglie. Se accade questo è perché il Disabile non è rappresentato degnamente da chi invece dovrebbe essere fonte di ispirazione per il legislatore che certamente non ha competenze in materia disabilità. Per capire queste affermazioni vi consiglio la lettura dell’articolo che vi abbiamo proposto il 5 febbraio scorso dal titolo «Disabili: la legge sul “Dopo di noi”. Chi l’ha voluta così se non va bene a nessuno?».

È giunto il momento di diventare protagonisti ma anche soggetti propositivi al fine di riscrivere quel D-Mondo che ha la necessità di portarsi al passo con i tempi e soprattutto puntare alla concretezza e non solamente a inutili teorie che si riducono a chiacchiere inefficienti per chi ha reali necessità.

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About Author

Carlo Filippo Follis

Sono nato il 25 febbraio del 1963 ed a 23 anni ho coronato il mio primo sogno d'impresa: un'attività commerciale che durò per circa vent'anni. Dopo un periodo sabbatico fondai nel 2009 Ideas & Business S.r.l. che iniziò la sua opera come incubator di progetti. Nel 2013 pensai di concretizzare un sogno editoriale: realizzare un network di testate online. DisabiliDOC.it è la seconda testata attiva dal 16 febbraio 2015. Altre già pensate e realizzate prenderanno vita pubblica nei prossimi mesi. Per ora scrivo per passione come per passione ho sempre lavorato per giungere alla meta.

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