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#Coronavirus: l’Italia “chiude” e moltissimi italiani vivono come persone con disabilità, come Disabili

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Chissà se gli italiani, quelli coscienziosi e ubbidienti, percepiscono di vivere come persone con disabilità, come Disabili? Tutti a casa per 15 giorni. Nulla in confronto a chi da sempre o esce con difficoltà o non esce affatto di casa: come molti Disabili.

Ieri sera il Premier Conte ha finalmente recepito quanto la Lombardia – e non solo – chiedeva, ha quindi attuato per Decreto Legge una serrata di tutte le attività e reparti produttivi non essenziali alla fornitura di beni e servizi di prima necessità o componenti in grado di garantire la prosecuzione dell’attività imprenditoriale.

Oggi gli italiani – molti di loro quantomeno – si sono svegliati agli arresti domiciliari perché chiamati a manifestare responsabilità sociale, ossia un prodotto umano che spesso affoga nella frenesia o nella superficialità di buona parte della società che spera sempre nell’altrui buonsenso a copertura delle proprie manchevolezze.
L’obbligo per Decreto Legislativo ha messo quindi moltissimi italiani nella condizione di essere persone con disabilità, in altre parole e con meno ipocrisia da politicamente corretti: Disabili.

Facciamo in modo che la peste del Coronavirus servi a qualcosa, educhiamo a una più ampia consapevolezza gli italiani, coordiniamo un messaggio comune che diffonda Fiorello e tutti quelli che come lui si sono già spesi per invitare gli italiani a restare in casa, ma facciamolo più o meno così:

Ciao italiani!
Brutta storia questa “peste da Coronavirus” eh!
Io sto in casa, voi mica uscirete?!
Credete che sia un sacrificio restare in casa 15 giorni?! Vi pesa così tanto?!
Ieri un mio amico mi ha detto: «Ora sei nelle mie condizioni, ma a tempo determinato!»
Il mio amico è Disabile, esce poco o quasi mai e non è nemmeno indipendente in casa propria. Tu, voi, lo siete e potete divertirvi anche in casa più di lui!
Siate responsabili!
Vi chiedo ancora una cosa: quando tornerete a uscire, a correre, ad amare e… perché non vi portate con voi un amico Disabile! Anche ai Disabili piacciono le zingarate!
Perché non torniamo tutti a essere come in «Amici miei»?!
Di solito dalle guerre se ne esce migliori di com’eravamo… o no?
Ciao amici miei!

FISH, FAND e bim bum bam vari dovrebbero chiedere un messaggio di questo tipo perché oggi siamo tutti nella stessa barca e forse questo ci può rendere migliori. O no?

Visto che abbiamo molto più tempo libero in questi giorni, dimostriamo coscienza e intelligenza, male non farà…

Image Credits: Sapere.it

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About Author

Carlo Filippo Follis

Sono nato il 25 febbraio del 1963 ed a 23 anni ho coronato il mio primo sogno d'impresa: un'attività commerciale che durò per circa vent'anni. Dopo un periodo sabbatico fondai nel 2009 Ideas & Business S.r.l. che iniziò la sua opera come incubator di progetti. Nel 2013 pensai di concretizzare un sogno editoriale: realizzare un network di testate online. DisabiliDOC.it è la seconda testata attiva dal 16 febbraio 2015. Altre già pensate e realizzate prenderanno vita pubblica nei prossimi mesi. Per ora scrivo per passione come per passione ho sempre lavorato per giungere alla meta.

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