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L’assistente sessuale per Disabili continua ad avere chi è pro e chi e contro, perché?

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L’argomento è serio e va trattato con il rispetto dovuto a chi “non vive” emozioni proprie di ogni uomo e ogni donna. Come si può giungere ad una soluzione realistica del problema?

L’immagine di copertina e una scena del film Manuale d’Amore 2. L’attrice e Monica Bellucci mentre Riccardo Scamarcio interpreta un ragazzo che ha rischiato la paralisi a causa di un grave incidente.

Uno dei temi più hot legati alla disabilità è certamente quello relativo all’assistente sessuale. I Disabili non essendo creature asessuate hanno anch’essi le esigenze derivanti da un corpo che matura, da un corpo che quanto meno ha bisogno della componente fisica in assenza di quella più completa, ciò che tutti vorrebbero: l’amore vissuto accanto e con qualcuno.

Difficilmente chi non vive la disabilità può comprendere quanto possano mancare certe componenti di vita. Ad aggravare la situazione c’è anche la sofferenza dei genitori che vedono maturare i figli in una condizione di solitudine ma prima ancora di rinuncia.

In molte famiglie il buon cuore o la disperazione porta ad esercitare l’incesto terapeutico pur di attenuare quelle pulsioni che, in alcuni Disabili, si manifesterebbero anche fuori casa e al di fuori di ogni controllo.

Qualcosa va fatto. La domanda è però: cosa e come?

Disabili DOC oggi ha scritto all’On. Ileana Argentin che su VanityFair.it ha un’appuntamento periodico con quanti vogliono saperne di più su una nuova figura professionale che si dovrebbe definire nell’ambito del lavoro in Italia: l’assistente sessuale.

Dopo lunghe ricerche non abbiamo trovato un documento che definisca nei dettagli chi potrà diventare assistente sessuale ma soprattutto cosa, costei o costui, potrà fare – concedere – al Disabile che avrà diritto a questo servizio.

Disabili DOC non crede, purtroppo, che vi siano reali e concrete soluzioni in merito già pensati e programmate per essere pronte a diventare attuative. La nostra opinione – che non vuole imporsi come verità – l’abbiamo già espressa in questo articolo certamente provocatorio ma anche, crediamo, realistico.

Invece siamo convinti che la soluzione potrebbe giungere dalla Chiesa, dal Vaticano. L’Italia ha una forte matrice cattolica e un’eventuale apertura della Chiesa a certe tematiche tanto scottanti quanto reali potrebbe portare a soluzioni che ridurrebbero l’intensità dei peccati e offrirebbero uno sdoganamento culturale a chi oggi soffre nella solitudine e magari è anche giudicato male per i suoi desideri.

Negli ultimi 30 anni abbiamo ammirato l’operato di grandi Papa che con il loro peso, le loro capacità, hanno riscritto la storia e la politica moderna ridefinendo confini che sembravano immutabili.
Chissà che un grande Papa come Papa Francesco non possa creare un’evoluzione culturale che giovi alla serenità di Figli e Famiglie oggi costrette a vivere nell’ombra e nella solitudine un dramma che si potrebbe far uscire dalle mura domestiche alleggerendo un’aria spesso irrespirabile.
Ne gioverebbe il Disabile e si salverebbero molte unioni originariamente felici.

Image Credits: Vanityfair.it

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About Author

Carlo Filippo Follis

Sono nato il 25 febbraio del 1963 ed a 23 anni ho coronato il mio primo sogno d'impresa: un'attività commerciale che durò per circa vent'anni. Dopo un periodo sabbatico fondai nel 2009 Ideas & Business S.r.l. che iniziò la sua opera come incubator di progetti. Nel 2013 pensai di concretizzare un sogno editoriale: realizzare un network di testate online. DisabiliDOC.it è la seconda testata attiva dal 16 febbraio 2015. Altre già pensate e realizzate prenderanno vita pubblica nei prossimi mesi. Per ora scrivo per passione come per passione ho sempre lavorato per giungere alla meta.

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