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Oggi si celebra la “Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità”. Non occorre essere attori o Disabili celebrati dal cinema per essere Protagonisti. Ciò che importa è vivere da Disabili Protagonisti della propria vita.

Si sono scritti fiumi di parole in occasione di questo 3 dicembre che finalmente è giunto e che celebra la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. Ho letto molti articoli in Internet ricchi di dichiarazioni, impegni, tavole rotonde e quant’altro destinato a rendere questa giornata intrisa di discussioni che porteranno a soluzioni.

Disabili DOC semplicemente vuole festeggiare questa giornata invitandovi a non fare nulla. Prendetevi un giorno di pausa, festeggiate la vostra giornata se la sentite vostra, rimandate a domani ogni sorta di impegno sociale, intellettuale, culturale o di altra natura che destinereste al D-Mondo; così il vostro impegno non durerà un giorno ma proseguirà nel tempo.

Con una schiettezza forse brutale l’invito a riposarvi è dato dal fatto che oggi, 3 dicembre 2015, si friggerà talmente tanta aria senza giungere a nulla che l’invito a prendervi una pausa è il desiderio di non vedervi coinvolti in un trita pensieri che produce solo parole.

L’immagine di copertina l’abbiamo realizzata prendendo spunto dalle scene di tre opere cinematografiche che raccontano tre diverse storie di Disabili e di disabilità.

Quelle pellicole sono basate su storie vere, i Disabili, nella vita reale, hanno quindi ispirato il cinema tanto da produrre una testimonianza che li raccontasse.
Non bisogna necessariamente giungere al massimo della notorietà per sentirsi Protagonisti, ciò che conta è vivere da Protagonisti; solo così riusciremo a far notare il nostro valore ed essere di stimolo e di esempio ai nostri colleghi Disabili e a quanti non essendolo potrebbero sempre diventarlo.

«Un vero amico arriva subito, gli altri quando hanno tempo»

Partendo da Quasi amici, passando per La Teoria del tutto per giungere a Qualcosa di buono abbiamo voluto prendere a esempio tre film che celebrano due differenti forme di amore: la più classica – quella fra un uomo e una donna – che si ritrova ne “La Teoria del tutto” e come seconda quella forma di amore che si instaura in un rapporto basato sul rispetto e sull’amicizia nell’ambito del rapporto fra il Disabile e la persona che lo assiste.

L’amore è centrale nella vita del Disabile perché il Disabile dipende dagli altri e perché il Disabile brama una vita completa anche a livello sentimentale.

Se per i sentimenti bisogna affidarsi al destino perché bisogna trovare l’anima gemella cosa ben diversa accade – o dovrebbe accadere – nel rapporto che si instaura con chi ci aiuta nella quotidianità.

Molti di noi sopravvivono ai propri genitori o scelgono di vivere una vita autonoma nell’ambito di una realtà domestica propria. Se abbiamo la fortuna di trovare degli assistenti personali gagliardi, fuori di testa, capaci di comprendere che non gestiscono solo un sacco di carne vivente ma che aiutano a vivere una persona con necessità ben precise allora avremo un partner di vita, un supporter che ci potrà stimolare e spingere a fare quello che da soli non faremo mai.

Spesso non è la qualifica a determinare la qualità del servizio che riceveremo, questo viene raccontato molto bene tanto in “Qualcosa di buono” quanto in “Quasi amici”. Ciò che conta realmente è la fortuna di trovare qualcuno che abbia la voglia di capire le nostre necessità e di imparare sulla base delle nostre specifiche esperienze e, magari, stimolarci a vivere lucide follie che potranno illuminare molti giorni di una vita altrimenti spesso trascorsa da sopravvissuti.

Quindi il 3 dicembre non è solo la “Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità” ma è anche il giorno in cui noi Disabili dobbiamo celebrare il valore di chi ci sta accanto.

Smettiamo di essere dei piagnoni rompicoglioni dediti solamente a pretendere. Iniziamo a essere Protagonisti in una società che non ci vede, o che se ci vede non lo fa come dovrebbe. Smettiamo anche di colpevolizzarla perché il mondo ci percepisce per come ci proponiamo, per come non siamo mai riusciti a proporci.

Oggi, 3 dicembre 2015, i Disabili dovrebbero prendere coscienza che semplicemente debbono vivere mossi dai loro pensieri e non da quelli degli altri, lasciando una traccia di loro stessi prima come cittadini italiani poi come cittadini aventi particolari necessità che, giocoforza, debbono urlare la pretesa di molte soluzioni a oggi mancanti.

Oggi fate quello che vi pare, da domani – se non lo state già facendo – iniziate a vivere da Protagonisti!

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About Author

Carlo Filippo Follis

Sono nato il 25 febbraio del 1963 ed a 23 anni ho coronato il mio primo sogno d'impresa: un'attività commerciale che durò per circa vent'anni. Dopo un periodo sabbatico fondai nel 2009 Ideas & Business S.r.l. che iniziò la sua opera come incubator di progetti. Nel 2013 pensai di concretizzare un sogno editoriale: realizzare un network di testate online. DisabiliDOC.it è la seconda testata attiva dal 16 febbraio 2015. Altre già pensate e realizzate prenderanno vita pubblica nei prossimi mesi. Per ora scrivo per passione come per passione ho sempre lavorato per giungere alla meta.

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