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#Coronavirus: per ENIL Italia Onlus il D.L. “Cura Italia” non tutela i Disabili

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Bisogna fare di più, lo dice ENIL Italia Onlus. Noi rilanciamo: i Disabili, o Persone con disabilità che dir si voglia, oggi si debbono sentire Cittadini. I problemi legati al D-Mondo li può solo risolvere un Paese che gode di buona salute economica, quindi la sola soluzione risolutiva per tutti è un’azione adeguatamente duratura di “Helicopter Money”.

Lo scorso 10 marzo a chiosa dell’articolo “#Coronavirus: riflessioni su una emergenza che rischia di dimenticare i Disabili” scrivevo:

Se sei Disabile e tieni al tuo futuro e non hai risorse unicamente tue, allora devi tifare per il Paese Italia perché solo un Paese economicamente forte può pensare anche a Te!

Carlo Filippo Follis

Oggi voglio invitare tutti i Disabili, o Persone con disabilità che dir si voglia, a sentirsi dei Cittadini!
Nel bel mezzo di una pandemia che sta distruggendo la nostra economie, e altre nel mondo, non ci si può illudere di ottenere quello che non ci è mai stato dato in tempi migliori. È surreale pensare di essere oggetto di attenzione ora. Dobbiamo ragionare da Cittadini, da membri attivi di una comunità che è alla canna del gas e che può solo risollevarsi in due modi:

  1. convincere l’Europa a cambiare filosofia economica attuando per il tempo necessario una ripetitiva, mensile, azione di “Helicopter Money”;
  2. in alternativa l’Europa andrà a farsi fottere e l’Italia ritornerà sovrana di se stessa e quindi con la possibilità di stampare tutto il denaro necessario ad attivare mesi di “Helicopter Money”.

Cerchiamo di capire, in soldoni, cos’è la “Helicopter Money” e come funziona.
L’espressione venne coniata dall’economista Milton Friedman nel 1969 che, in senso forse anche dispregiativo, intendeva: gettare del denaro da un elicottero alla popolazione.
L’immagine che ne deriva non è elegante, ma il risultato è efficace. In sostanza viene distribuita liquidità ai cittadini che spendendo il denaro ricevuto sostengono e alimentano l’economia che così supererà meglio la crisi in corso.
Lo stato si deve quindi fare carico di tutti quegli oneri che non possono più essere gestiti dai privati o dallo stesso Paese, quindi salari, contributi e ogni altro costo verrà pagato con soldi stampati per soddisfare l’emergenza.

Uno degli aspetti negativi della “Helicopter Money” è una procurata inflazione. Peccato che non si consideri che a livello Europeo – e forse anche mondiale – gli effetti inflattivi sarebbero nulli o quasi nulli visto che un’inflazione Europea ben gestita potrebbe mantenere il pareggio di bilancio salvando però l’economia di un continente.

Perché la “Helicopter Money” salverebbe i Disabili?

Più i privati – imprese varie incluse – si impoveriscono, maggiore sarà il depauperamento delle risorse del Paese. Se l’Italia deve continuare ad avere disponibilità finanziarie derivanti da gettiti vari deve continuare ad incassare, ma incasserà solo se manterrà piene le tasche di dipendenti, imprenditori e liberi professionisti che, non potendo lavorare, smetterebbero di contribuire e quindi di foraggiare l’economia nazionale che, per altro, nutre lo Stato Sociale che è un costo.

I Disabili sono solo uno dei costi dello Stato Sociale che assiste chi ha necessità o diritti maturati. Siccome i costi si pagano con i soldi, se questi ultimi non ci sono ciao, ciao Disabili!

A causa della pandemia da Coronavirus iniziano a mancare le risorse economiche, non solo: stiamo creando fragilità strutturale continuando su regole europee che ci impongono manovre in deficit, in altre parole aumentiamo il debito che già abbiamo!

Ne consegue che le manovre in deficit non potranno prendersi cura dei Disabili perché dovranno essere il più contenute possibili nell’utopica speranza che una ripresa economica possa ripagarle.

No “Helicopter Money”? Niente soluzioni ENIL Italia!

Volendo citare un luogo comune: «Qui casca l’asino!»

Qui di seguito potete leggere un documento redatto da ENIL Italia che mi è stato autorizzato dal suo Presidente Germano Tosi. Dietro al documento che leggerete c’è la partecipazione di molte persone fra cui Gino Bevilacqua presidente di Consequor, storica Onlus pro Vita Indipendente.

Se si è Disabili non si può che approvare e sottoscriverne il contenuto, tanto più se visto in un suo quadro generale che vuole anche essere cultura sociale.
Personalmente apprezzo dei passaggi che appartengono a una società che fu; io, Germano e Gino abbiamo delle età tali per cui ci ricordiamo ancora di quando società significava anche aiuto per amicizia, partecipazione, condivisione, reciproco aiuto e molto altro.

Oggi invece noi Disabili che amiamo la Vita Indipendente siamo sempre più dei bancomat dai quali attingere salari. I bancomat però devono essere ricaricati ed è grande il rischio che nel 2021 vengano a mancare le banconote se non si agisce ora!

La soluzione però – almeno per ora – non è né nel documento ENIL Italia né nelle nostre più serie necessità; questo perché al momento vi è solo una via per scongiurare il default, il crac, sociale: la distribuzione di ricchezza finalizzata a mantenere inalterati gli standard di vita pre Coronavirus.
Anzi, questa emergenza attraverso una seria e generosa azione di “Helicopter Money” potrebbe – dovrebbe – migliorare lo standard di vita che è stato abbassato dalla sottoscrizione di regole di austerity volute dalla Comunità Europea.
Quella stessa austerity che ha da anni, forse più di dieci, congelato l’adeguamento del contributo mensile destinato ai titolari di Progetto di Vita Indipendente.

Se il 2020 è già stato stanziato, cosa accadrà nel 2021?
Ecco, questo è il vero argomento che ci deve angosciare rendendoci consapevoli che come Cittadini Disabili ora è solo il momento di chiedere ricchezza e prosperità per il nostro Paese!

Superata l’emergenza Coronavirus si potrà chiedere quello che mai si è chiesto… Ora però bisogna stampare denaro!

Image Credits: Startingfinance.com

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About Author

Carlo Filippo Follis

Sono nato il 25 febbraio del 1963 ed a 23 anni ho coronato il mio primo sogno d'impresa: un'attività commerciale che durò per circa vent'anni. Dopo un periodo sabbatico fondai nel 2009 Ideas & Business S.r.l. che iniziò la sua opera come incubator di progetti. Nel 2013 pensai di concretizzare un sogno editoriale: realizzare un network di testate online. DisabiliDOC.it è la seconda testata attiva dal 16 febbraio 2015. Altre già pensate e realizzate prenderanno vita pubblica nei prossimi mesi. Per ora scrivo per passione come per passione ho sempre lavorato per giungere alla meta.

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